Provocazione o vera sfida alla libertà della rete, la cosiddetta SOPA (Stop Online Piracy Act) altro non è che una legge contro la pirateria online.
La proposta di legge, in discussione in questi giorni presso la commissione giustizia del Congresso degli Stati Uniti prevede un giro di vite per i contenuti condivisi online e coperti da diritti d’autore: la SOPA, qualora venisse approvata nella stesura proposta, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti.
La legge permetterebbe inoltre al Dipartimento di Giustizia e ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d’autore. Le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio, Paypal) d’intrattenere rapporti d’affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenerli attivi.
Come c’era da aspettarsi la SOPA ha scatenato non solo le ire degli utenti, ma anche e soprattutto quelle dei grandi gruppi come Google, Facebook, Wikipedia,LinkedIn, eBay, Mozilla, Yahoo. Questi, riuniti sotto la sigla NET COALITION, hanno pubblicamente indetto 24 ore di sciopero per la giornata del 18 gennaio in previsione della decisione del Senato Americano che si terrà in data 24 gennaio.
Ecco le indicazioni fornite da sopastrike.com su come partecipare attivamente alla giornata di protesta. Neanche a dirlo l’hashtag ufficiale su twitter è #SOPASTRIKE.
Il 4 e 5 Maggio si è tenuto a Padova lo Smau Business e da buoni operatori del settore naturalmente non potevamo mancare.
Tra i vari corsi proposti 2 in particolare hanno attirato la mia attenzione, non mi fermo a scrivere titolo e relatore dei corsi, ma voglio segnalare solo alcuni punti.
Il primo corso su cui mi soffermo era dedicato all’E-commerce, un mondo in continua ascesa, scelto sempre più da numerose aziende. Il punto dolente, che non manca mai, è però il fatto che in Italia l’e-commerce non sta avendo la stessa ascesa del resto dei paesi europei.
Secondo alcuni studi effettuati è possibile constatare che ormai sono passate le cosiddette “paure” sui sistemi di pagamento, che tanto hanno alimentato la scarsa propensione agli acquisti online di noi italiani, ma che più semplicemtne questo è causato dalla scarsa offerta di prodotti.
E’ scaturito che i siti italiani con maggior successo nel mondo dell’e-commerce sono rivenditori di servizi e non di prodotti.
Inoltre nella categoria dei venditori di prodotti sono quasi assenti i venditori “food” ossia di generi alimentari.
Molto spesso gli italiani si ritrovano ad acquistare da siti esteri perchè in Italia determinati prodotti non sono presenti, questo ribadisce quindi il fatto che la domanda esiste ed è forte ma è l’offerta che purtroppo manca.
Il secondo corso sul quale mi soffermo era invece dedicato al mondo SEO (Ottimizzazione per i motori di ricerca) dove il relatore si è limitato a dare una solo un’ infarinatura generale su come si svolge un’attività SEO, che però ha destato ai vari presenti molta curiosità ai non addetti al settore o meglio aziende non impegnate nel web.
Voglio però riportare un’interessante considerzione che spesso anche noi diamo ai nostri clienti: lo scopo del SEO non quello di portare i siti alle prime posizioni delle SERP e portare migliaia di visite al sito, dove magari il 95% sono inutili perchè il navigatore non trova quello che cerca. Lo scopo è portare il sito ai primi posti delle SERP per dare precisamente al navigatore quello che sta cercando, dove allora possiamo trovarci con solo un centinaio di visite ma con il doppio di richieste contatto o di acquisti.
Infine per concludere E-commerce e SEO sono 2 strade che possono portare quel plus in più al normale mondo del commercio che in questi anni come sappiamo ha subito un forte rallentamento.
L’e-commerce, si sa, presenta indiscutibili vantaggi come lo snellimento dei processi di business, la possibiltà di vendita su più mercati geografici, una migliore gestione del magazzino, una diminuzione dei costi di acquisizione dell’ordine in rapporto al crescere degli ordini ricevuti, la fidelizzazione del proprio target di mercato.
Non a caso spesso si sente parlare di “e-commerce come antidoto alla crisi“
Sebbene l’Italia sia in netto ritardo rispetto ai trend europei, secondo una una ricerca condotta da Kelkoo e dalla Centre for Retail Research, la recessione avrebbe invece contribuito all’aumento del commercio elettronico spingendo i consumatori a cercare i prezzi più convenienti in internet!
Il settore del commercio elettronico in Europa dovrebbe infatti crescere nel 2011 del 20% in più rispetto ai 143,7 miliardi del 2010 (da confrontare uletiormente con i 44,7 miliardi del 2003).
Essere ottimisti mantenendo i piedi saldi a terra non costa nulla.
Inauguriamo il nostro blog ufficiale augurandovi un Buon Anno. Tramite questo strumento condivideremo con voi le informazioni, le tendenze e le novità legate al mondo del web, della grafica e della comunicazione.
Cominciamo quindi con le ultime tendenze del web. Il 2010 ha visto la comparsa di numerose novità legate al mondo del web. Novità che vedranno pieno sviluppo nell’anno appena cominciato. Ecco cosa ci riserveranno i prossimi mesi…